mercoledì 16 novembre 2016

Superman Returns: ovvero come ti rovino tutta una serie di film


Beh, dopo il post di pochi giorni fa sul film di Superman del 1978, non ho potuto fare a meno di ripensare anche al presunto seguito che hanno voluto dargli nel 2006. Seguito che prende in considerazione anche gli eventi di Superman II, cancellando totalmente quanto successo nel III e nel IV. Il che non è neanche una cattiva idea, dato che quei due film sono imbarazzanti; se poi ci piazzi Bryan Singer alla regia, io ho delle aspettative, capisci?
Al primo impatto, però, si sente già che qualcosa non va. Ed è Superman. O meglio, il tizio che pretende di esserlo. Perché lì dove Christopher Reeve aveva un viso che ti ispirava fiducia, Brandon Routh c'ha una faccia che ti ispira schiaffi a due a due finché non diventano dispari.


E non voglio vederlo come Clar...

Barbie's Ken as Clark Kent.
Poi, nonostante il film si svolga cinque anni dopo Superman II, Lois Lane, considerato che Margot Kidder nel '78 c'aveva già i suoi trenta, ebbene, Lois Lane, ora anche madre, viene interpretata da una ventitreenne.

Natalie Portman/Keira Knightley dei poveri. Ma poveri poverissimi.

Ok, fine lamentazioni sul cast. Ehi, no, aspetta...

Ommioddio, qualcuno me lo levi da davanti agli occhi!

Anyway, ricomponiamoci. Quale è il grande ed inespiabile peccato di Superman Returns? Semplicemente il fatto di aver tentato di riportare le atmosfere del primo film in una pellicola molto più vicina ai nostri giorni. E traspare in ogni momento come ai nuovi mezzi cinematografici e ai nuovi standard filmici stiano strettissime le inevitabili limitazioni che la cosa comporta. Così, per tutte le due ore e mezza piene che dura questo vero e proprio orrore psichico, vi sentirete come se steste guardando un dipinto di colori in contrasto che cercano disperatamente di miscelarsi tra loro. E sapete cosa succede quando si mischiano colori contrastanti? Ne escono un sacco di schifosissime tonalità di grigio.
E poi ci sono le citazioni. Continui e continui riferimenti ai film precedenti della serie, a volte scene buttate là a caso, altre volte personaggi che ripetono in modo totalmente inutile interi pezzi di dialoghi, strizzando l'occhio agli spettatori con una tale potenza che ciò che JJ Abrams ha fatto con Star Trek è niente, a confronto.
Si salva qualcosa? Per modo di dire. Il Lex Luthor interpretato da Kevin Spacey è identico a quello di Gene Hackman. Ed è il massimo di complimento che riesco a fare a qualsiasi cosa in questa pellicola.

Forse un po' il naso... Ah, ma anche 'sti razzi!
Dunque, oltre all'effetto seguito-oltre-tempo-massimo, ci si aggiunge il tentativo di realizzare un film che omaggiasse il glorioso inizio dell'epopea cinematografica di Superman. E un tentativo rimane, dato che si spatafascia miseramente al suolo come se gli avessero messo al collo un pendente di kryptonite.
Alla fine, è solo un film che non aggiunge nulla a quanto può essere detto sull'uomo d'acciaio, e anzi pretende di attingere a piene mani da quello che c'è stato prima di lui, senza neppure avere la decenza di tentare di nasconderlo. Davvero, ignoratelo, non perdete tempo a vederlo. Potreste ache non trovarlo così brutto, ma quando sarà finito, avrete la netta impressione di aver comunque buttato via due ore e mezzo della vostra vita.

*Infila i lanciaragnatele e volteggia ignorando il gattino sull'albero"





P.S. E non è finita qui. Vi dice nulla questo?

Za-za-za-zààààn!

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