lunedì 14 novembre 2016

Il mese di Dampyr

Un giorno dovrò scrivere un post sul come e perché Dampyr sia il mio vero amore tra le serie Bonelli. Giusto per chiarire, dato che ora andrò a bacchettare pesantemente gli autori per questo Speciale n.12 e per il numero 200, sul quale riponevo tante, ma tante speranze... 


Partiamo da quello che, tutto sommato, è il male minore. Gli Speciali sono occasioni per ospitare autori che si approcciano per la prima volta al personaggio, nonché per sperimentare qualcosa che non rientri nei normali temi della serie.
Nulla di male in tutto questo, certo, finché Moreno Burattini -largamente conosciuto per il suo lavoro su Zagor- si inventa che i miei amati ammazzavampiri vanno a finire nell'Inferno di Dante! Non solo, ma l'ambientazione diventa un pretesto per pedisseque citazioni della Divina Commedia e un tour dei gironi che a momenti ci mancava solo la guida turistica, guarda! Che senso ha scomodare un tale mostro sacro se poi tutta la trama che hai in mente è: passiamo da un girone all'altro e cerchiamo di rimanere tutti vivi finché non arriviamo in fondo?
Spezzo una lancia a favore dei disegni della new entry Fabrizio Longo, che rendono al meglio con i demoni e i paesaggi infernali. Inoltre, onore a lui, è riuscito a disegnare per bene tutti i personaggi principali alla sua prima prova, anche se si vede che il suo Nikolaus deve moltissimo a quello di Luca Rossi...


...che ha avuto il compito di illustrare l'atteso numero 200. Al Lucca Comics io ho acquistato la variant, che però è un po' -tanto!- brutta e un po' -tanto!- dispendiosa. Certo, non che l'originale fosse granché, data fra l'altro l'assenza ingiustificata delle barbe di Harlan e Kurjak.

Sei euri l'ho pagata, 'tacci loro...
Dunque, cos'ha che non va questo duecentesimo albo, da avermi lasciata così delusa? Beh, la maggior parte dei dialoghi, innanzitutto. Non è seriamente possibile che nel mezzo di un combattimento si mettano a declamare interi poemi agli avversari, o che si perdano in discorsi assolutamente inutili sui pro e contro di una tattica di fronte al campo di battaglia dove i loro compagni si stanno scannando. Prolisso, prolisso, prolisso...
A parte ciò, ad essere fondamentalmente sbagliata è la gestione del ritmo. Il fatto è che gran parte della storia si perde dietro il riunire la famigerata legione del titolo e pagine di gente che si smitraglia. Ok, riguardo alle sparatorie ci può anche stare, Dampyr è pure questo, ma alla fine, nonostante le centodieci pagine, si arriva ad un combattimento finale davvero striminzito ed una conclusione affatto soddisfacente. Considerando anche che per molti degli alleati di Harlan viene spesa al massimo una parola per far sapere chi ne è uscito e come, ma proprio alla finefine.
Riguardo ai disegni, io preferisco Rossi quando si occupa di storie ambientate nel Multiverso, o con creature strane e deformi, non numeri più action... Ma rimane sempre un signor disegnatore, uno dei veterani della scuderia dampyriana.

Boselli, cocreatore del personaggio, ha retto sulle sue spalle il novanta per cento della serie, sfornando storie memorabili e facendo pochi scivoloni, e lo rispetto molto per questo. Ma non mi poteva, non mi doveva cadere proprio qui, Questa non gliela perdono facilmente. Ora spero che dia una degna chiusura al filone di Black Annis e di Annwn e sappia imbastire una buona base per trattare il tema del nuovo mondo dei Maestri. In caso contrario, le torce e i forconi cominciavano a sentirsi trascurati, chiusi nel ripostiglio...

*Infila i lanciaragnatele e si butta nelle acque del Flagetonte*

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