martedì 20 dicembre 2016

I primi tre episodi di One Punch Man

 

Avevo in mente di vedermelo da un po', questo One Punch Man. Mi intrigava il fatto che trattasse di supereroi, un genere a dir poco di secondo piano nelle produzioni nipponiche. Così, essendo entrata da qualche tempo in modalità anime, ho lasciato un attimo da parte Tokyo Ghoul (del quale non riesco a seguire la seconda stagione, causa addormentamenti vari nel bel mezzo delle puntate), e mi sono sparata tre episodi di One Punch Man tutti di fila.

Da ciò, dunque, ho tratto la prima osservazione, ovvero che si lasci guardare con una facilità impressionante. Un'ora e spicci passate in un lampo. Il che, in qualche modo, non mi piace molto. Dannazione, se le puntate sono solo dodici, pure aggiungendoci sette OAV, potrei averlo finito anche domani! Il che non va, visto che è un anime divertente, nel vero senso della parola, come pochi.
Non lasciatevi ingannare dalle immagini tipicamente shonen, alla fin fine, One Punch Man non si basa sui combattimenti. E, del resto, come potrebbe, date le doti del protagonista? Saitama tira un pugno neanche troppo forte, e budella e sangue di mostro si spargono ovunque. Finito, kaput.
Perciò, la storia si incentra su questo tizio annoiato della sua stessa forza, che ha ottenuto in modo misterioso nel giro di soli tre anni. Quello che vorrebbe è ritrovare la soddisfazione del battersi contro un degno avversario, ma, anche dopo un solo quarto della serie, è facile immaginare che continuerà a vedere frustrate le sue aspettative. In un Giappone funestato non da terremoti, ma da mostri che spuntano ogni giorno, più volte al giorno, un episodio scorre fra cazzotti (rigorosamente distribuiti in dose singola), momenti comici e mostri assurdi per origine e motivazioni.
Non crediate però che One Punch Man sia un anime che non ha niente da dire. C'è qualcosa, che aleggia nell'aria, fra lo strano modo in cui Saitama dice di essere diventato l'uomo più forte del mondo e una specie di associazione di supereroi, che ti spinge a voler andare avanti, e non certo per inerzia.


La cosa che mi intriga di più, però, è la contrapposizione fra Saitama e Genos, un giovane cyborg. Quest'ultimo sembra precipitato nell'anime da una qualche storia di fantascienza super badassica, inciampando per puro caso nel protagonista e mostrando subito una venerazione per lui. Da lì scaturiscono non solo momenti comici, ma il rapporto allievo-maestro più improbabile della storia, visto che Genos vuole diventare forte quanto Saitama, senza accettare la spiegazione che egli dà della sua potenza. D'altra parte, Saitama ha un solo scopo in mente e di sicuro non è stare dietro ad un discepolo.

Mi berrò questo sorso d'acqua con piacere, visto che di certo l'entrata in scena dell'associazione dei supereroi cambierà un bel po' le carte in tavola. Magari poi torno a parlarne, anche giusto per dire se il finale soddisfa o manda tutto in vacca. O se sia un vero finale oppure si prospettano altre serie. Lo scopriremo solo vivendo (e vedendo).
Il prossimo post segnerà poi il ritorno al tema cinema, con la recensione di Oceania, sempre che riesca a passare sopra la folla di bimbetti urlanti e genitori che si chiedono chi gliel'abbia fatto fare.




*Infila i lanciaragnatele e corre per arrivare in tempo ai saldi*

domenica 18 dicembre 2016

Parliamo del trailer di Spider-man: Homecoming

Ho come la sensazione che questo blog si stia trasformando in un sito di cinema. Ma non è colpa mia, anzi diciamo che nemmeno mi lamento troppo, se ultimamente stanno uscendo così tanti film degni (?) di uno spazietto sulla nostra Tela. Perciò, con somma gioia, ho appreso dell'uscita del trailer del film della fase tre Marvel che mi emoziona di più, superando pure Infinity War. Eh, già.
Innanzitutto, per chi non l'avesse ancora visto, ecco il link: https://www.youtube.com/watch?v=rs64hwoQSiI.
Pronti ora? Bene.


Si inizia con qualche scena da Capitan America: Civil War, giusto per gasarci dal principio.
Poi Robert Do... pardon, Tony Stark, fa, uh, il Tony Stark e ci accenna una specie di rapporto zio-nipote col giovine supereroe. Sarà mica il caso di avvertirlo di toccare ferro? Essere lo zio di Peter è stato riconosciuto come mestiere più pericoloso al mondo.
E Spider-man fa, uh, Spider-man. Ma nel suo caso la cosa è decisamente più degna di nota, vista l'apparente fedeltà allo spirito del fumetto. Approvo, approvo.
Michael Keaton esordisce con una frase che non si capisce come c'entri col suo personaggio, ma la dice in modo figo e nessuno se ne accorge. L'Avvoltoio cala in picchiata, mostrando una tuta fatta degli scarti dei velivoli di Avatar e una maschera vagamente ispirata a quella di Star Lord. Però è figo e al cinema il personaggio non si è ancora mai visto, quindi è tutto ok,
Tony fa un po' lo stronzo, anche se non ha tutti i torti, dicendo che non può lasciare che Peter combatta un pazzo che sostanzialmente può volare e poco altro. Quando lo ha mandato in guerra contro dei supereroi superforti ed addestrati. No no, mi dicono che è un comportamento responsabile!
Peter si lamenta che viene trattato come un ragazzino e a tutti ci scatta l'immedesimazione.
Balzo con le ragnatele ascellari in bella vista. Lacrime da tutti i fan delle ragnatele ascellari; e detta così sembra un club di tizi che quanto a igiene sono rimasti al medioevo.
Accenni di scontro, l'Avvoltoio dice qualcosa di poco significativo. O meglio, sarebbe poco significativo se non minacciasse le persona che Spider-man, cioè Peter, ama. Questo fa chiedere se lui non conosca l'identità segreta di Testa di Tela, facendo presagire, nel caso, succulenti sviluppi.
Per sottolineare il concetto, primo piano a sorpresa della versione milf di zia May, col doppio scopo di attirare il pubblico maschile che aveva aperto il video per caso.
Citazione finale a Spider-man 2, quando ferma la metropolitana a forza di braccia, mentre qua tiene insieme una nave.
Alla fine, la tanto invocata scena di volteggio avviene tra palazzi di altezza apparentemente inadeguata, causando perplessità.

L'unica vera critica che mi azzardo a fare per ora, è che il font del titolo è orrendo.
Toltoci questo sassolino dalla scarpa, passiamo a dire che questo trailer è fantastico e dice davvero un sacco sul film, cose in realtà più desunte che davvero svelate.
Per amor di correttezza, dico che di trailer ne è uscito pure un secondo, che varia forse per venti secondi di scene. Eccovelo comunque: https://www.youtube.com/watch?v=dOV_5KRSidM.
Cominciamo con il considerare che pare un film incentrato molto più su Peter Parker che sul suo alter ego supereroico. Al che io storco la bocca, perché sì, va bene, i supereroi non sono le loro maschere, ma gli uomini, epperò io voglio Spider-man. Voglio il costume, voglio i volteggi, voglio le movenze da ragno. Peter, io ti voglio bene e ora c'hai anche una faccia simpatica, ma adesso fila un attimo a cambiarti, và!
Per quanto tutto l'insieme rimandi alla serie classica, c'è un elemento che mi ha sorpreso in quanto collegato alla versione Ultimate, ma non al Peter Parker Ultimate, bensì Miles Morales. E si tratta dell'amico di Peter, una specie di clone Ganke. Se non fosse intenzionale, mi parrebbe davvero una strana coincidenza, se invece si tratta di una scelta consapevole, allora non ne capisco il motivo.
Ora, le frasi un po' stereotipate dette dall'Avvoltoio ovviamente non vogliono dire niente sulla riuscita definitiva del personaggio. Di certo però fa temere per la dannatissima consuetudine, che la Marvel ha ritrovato in Disney, di creare villains poco memorabili, forse per non rischiare di mettere in ombra i protagonisti. Fatto sta che bisogna riconoscere che hanno scelto un attore di tutto rispetto, con una faccia ed un carisma non  comuni. Riguardo alla tuta, ancora non si è vista per bene nella sua interezza. Di suo sembra figa, anche se poco assomiglia ad un avvoltoio o al design dell sua controparte fumettistica. Il che non è necessariamente un male, dato che dopotutto questo non è affatto uno dei più famosi nemici di Spider-man e se lo possono rimaneggiare decisamente più di quel che avrebbero potuto fare con un Goblin, o un Dottor Octopus. Viene persino da chiedersi se lo chiameranno Avvoltoio, nel film.
Dite che mi sto scervellando troppo, per un semplice trailer? Già, probabilmente avete ragione. Concludo dicendo che la scelta del regista mi preoccupa un pochettino. Jon Watts ha diretto solo due film prima di questo. E uno di essi è Clown. Chi l'ha visto, l'ha visto e sa.

*Infila i lanciaragnatele e li punta sotto le ascelle*

venerdì 16 dicembre 2016

Rogue One: A Star Wars Story - La recensione senza spoiler

Da quant'è che non pubblico qualcosa? Quasi un mese? Beh, l'importante è che sia tornata. Vi state chiedendo che ve ne frega? Grazie, vi voglio bene anch'io.
E in teoria ci sarebbe anche un nuovo banner per sostituire questo sopra, ma Blogger è una piaga. Se mai voleste aprire un blog, fatevi un favore, spendete e comprate uno spazietto su Wordpress. Disse la tirchia impenitente.



Un film collegato al franchise di Star Wars è sempre atteso con una notevole dose di entusiasmo.  Per l'effetto gregge di pecore, anche da chi i film precedenti manco li ha visti. Ma che fate? Giù gli strumenti di linciaggio, io ovviamente ho visto tutto, so tutto, e al cinema ero debitamente trepidante.
L'unica riserva che avevo era il fatto che avrebbe dovuto essere un film incentrato sugli umani, senza troppi alieni, senza jedi. Poi alla fine... è stato proprio così. E a me potete fare tutti i discorsi sul portare anche qualche novità nella serie, l'idea mi faceva un po' storcere il naso, ecco. Ma alla fine, l'ambientazione starwarsiana si sente. Si sente in ogni caccia, in ogni tutina arancione da pilota e ogni casco dal design imbarazzante che fa così tanto vecchia trilogia. Ci sono pure R2D2 e C3PO, gli onnipresenti della saga. C'è pure l'apparizione di un altro personaggio classico, alla fine fine, che a momenti piangevo e con me tutta la sala.


A proposito di "a volte ritornano", Dart Vader (che i doppiatori pronunciano in un modo stranissimo, e non capisco il motivo), già visto nel trailer, sembrava sarebbe apparso solo in una scena, una cosa di trenta secondi messa così, per far bagnare i fan. E invece le sue scene contano forse tre minuti in totale, ed è più carismatico e inquietante che mai, dato che qui non è azzerbinato da Palpatine. Tanto di cappello, miei cari sceneggiatori.


Sarebbe troppo lungo soffermarsi su ogni singolo personaggio, anche perché, per motivi di durata complessiva ed equilibrio narrativo, alcuni non sono esplorati fino in fondo, ma dipinti a grosse pennellate, con elementi di forte impatto che sarebbe difficile descrivere in una recensione spoiler-free. Sono naturalmente presenti, marchio di fabbrica di Star Wars, anche i personaggi secondari che diventano delle specie di leggende, al pari di Boba Fett (che nemmeno parla mai, ricordiamo). Saw Gerrera, sto parlando di te.
Due paroline sono però doverose per la nostra protagonista, una Felicity Jones che si consacra definitivamente ad astro nascente hollywoodiano. Un personaggio che, per come ci era stato presentato, ce lo si poteva forse un po' aspettare, nel complesso. Una sorta di fuggitiva da se stessa, eroina per caso. Eppure l'empatia che si prova per lei è totale e sono certa che diventerà un personaggio iconico al pari dei protagonisti storici.


Il robot è d'obbligo in ogni Star Wars, eh! In questo, finalmente ne troviamo però uno che influenzi attivamente la trama, e che funge pure da spalla comica d'eccezione, per nulla disneyana. Pollicione in su per il nostro immenso (8609 metri) K2.


Ora ditemi seriamente per quale motivo la Disney mi crolla sempre qua. Per quanto fosse difficile staccare l'attenzione da quei bottoncini farlocchi sulla divisa, mi sono comunque accorta come la caratterizzazione di questo cattivo fosse sul livello "meh". Si tratta di uno di quei cattivi "vorrei ma non posso", tenuti al guinzaglio corto dai piani alti e che, pur tentando disperatamente di sfuggire, non ha il carisma per riuscire. Peccato, perché se a personaggi come questi gli dai la giusta dose di rancore e viscidume, possono ancora restare impressi nella mente del pubblico.

Rogue One è un film pressoché perfetto sotto ogni punto di vista tecnico.
La sceneggiatura, nella sua semplicità e linearità, funziona dosando ogni elemento in maniera impeccabile e non facendo mai calare il ritmo.
La regia è qualcosa di fantastico e lo fa notare soprattutto nelle scene di combattimenti e battaglie spaziali. Giuro, si capisce tutto, e con pochi movimenti di macchina ci si sente dentro l'azione. E vi garantisco che non è poco, ripensando anche al recente Dottor Strange, essendo uno dei pochi problemi che avevo evidenziato.
Gli effetti speciali sono una cosa da piangere, davvero. Pensate solo che, per ovvi motivi, i volti di alcuni vecchi personaggi della trilogia originale sono stati ricostruiti al computer e io sulle prime cercavo di capire se fosse un attore o che. Alla fine, con tutti quei movimenti strani di sopracciglia, si capisce che sono in CGI, ma un applauso non glielo vogliamo fare?
Il fanservice è ovunque, siete avvertiti. Ma cosa ve lo dico a fare? Mi sembra anche giusto che in una pellicola figlia di uno dei film di maggiore culto della storia del cinema, ci mettano così tante chicche che ai titoli di coda hai gli gnocchi per tutta la famiglia al pranzo di Natale.
Ci sono anche i momenti da commuoversi un pochettino. Ora, ogni volta che rivedrò i vecchi film, mi ricorderò del Rogue One e saprò che quello che all'epoca era solo un "Abbiamo rubato i pieni della Morte Nera. E non chiedeteci come perché non lo sa nemmeno Lucas." ha qualcosa dietro. Un tassello di un grande mosaico, che lascia il suo segno personale ed indelebile.

Mi dispiace solo non essere riuscita a godermi appieno questo film, però doveva essere davvero una serata sfortunata. Mi si era seduto davanti un tipo alto due metri e la poltrona su cui ero io aveva due gomme spiaccicate sopra che mi hanno disturbato psichicamente per tutta la proiezione.
Al di là delle mie patetiche disavventure, se già prima il progetto di una serie di spin-off su Star Wars pareva sensato ed intrigante, ora che hanno dettato lo standard avranno addosso le aspettative di tutto il mondo. Pure quelli che un cinema mai l'hanno visto in vita loro.
E adesso coraggio, tutti a bordo! Prossima fermata: Episodio VIII.

VOTO: 9
FRASE PIÙ USATA: La Forza è con me. Io sono tutt'uno con la Forza.

*Infila i lanciaragnatele e si infila nel campo di forza un istante prima che si chiuda*