lunedì 27 giugno 2016

La Nuovissima Marvel: come sta andando


Non ho mai seguito l'universo Marvel in tempo reale. Mi sono sempre limitata per lo più a comprare fumetti usati, ristampe e maxivolumi cartonati. E quando ho saputo che la Casa delle Idee voleva seguire le orme della DC e "rimodernare" le proprie storie, "mettere ordine" nella continuity -ciaone!-, "fornire un punto di partenza" ai nuovi lettori, ho imprecato in varie lingue conosciute e in alcune morte da secoli. Nella mia testa, era come se i dirigenti Marvel stessero gridando al mondo: "Non vendiamo più una sega ed è troppo sbatti cercare di capire cosa c'è che non va nelle nostre serie, quindi buttiamo nel cesso sessant'anni e passa di storie e prodighiamoci in una mossa pubblicitaria che farà vendere a bestia i primi cinque numeri per poi far crollare tutte le vendite!". Amebe albine lobotomizzate! Lo so, lo so, non avrei dovuto dar loro un soldo. Ma, com'è come non è, mi ritrovo sommersa di numeri due di buona parte delle nuove testate. Numeri due perché il giorno stesso dell'uscita sono passati in fumetteria goti, visigoti, longobardi e mi pare anche una tribù di unni, lasciandosi dietro terra bruciata e due pagine di fumetto strappate.


Non avevo molta voglia di comprare i nuovi Guardiani della Galassia. E nemmeno i barbari di razziarlo, visto che sono riuscita a conquistare il primo albo. In un mondo in cui esistono supereroi con superproblemi, una commedia spaziale mi attirava molto poco. Mi hanno convinto il fatto che alla banda si siano aggregati la Cosa dei neosciolti Fantastici 4, e il Venom di Flash Thompson, che non è un personaggio indegno e blasfemo come tutti temevamo (pure se potrebbe evitare di farsi chiamare Venom, per quanto mi riguarda). Eppure, mi sono ritrovata molto colpita in positivo, sebbene i suddetti personaggi abbiano meno battute di Groot e l'utilità di carciofi sottaceto. I disegni sono fra i migliori che abbia visto finora e Kitty Pryde come nuova Star Lord che si litiga la leadership con Rocket Racoon ci sta. A voler trovare un difetto, posso dire che la storia sta procedendo con una lentezza assurda, prendendo in considerazione albo per albo ma, dopotutto, si tratta di una serie quindicinale e non mensile, che dunque può risultare un'ottima "tappabuchi". Poi vabbè, ci sono io, che non riesco a farmi piacere Peter Quill come personaggio e che non ho ancora capito il senso dei Guardiani della Galassia nell'economia dell'Universo Marvel.


Si può dire che avessi una certa aspettativa nei confronti delle testate mutanti. Leggendo questi primi numeri, però, mi sono resa conto che il litigio degli editori con la Fox deve essere stato più grave di quanto immaginassi.
La prima cosa che mi è saltata all'occhio di Extraordinary X-Men sono stati i disegni del temutissimo Humberto Ramos, conosciuto sulle pagine di Superior Spider-Man. Non sarebbe neanche così male come disegnatore, non fosse che, in quanto studentessa del liceo artistico, i miei occhi sanguinano davanti ad alcune anatomie decisamente... uh, mutanti e agli arti di Tempesta, spessi un terzo dei miei. Nemmeno i testi, purtroppo, sono all'altezza, un susseguirsi di cose prevedibili fatte accadere da gente che dice cose prevedibili e ha reazioni campate abbastanza in aria. Per me è no.


Con I Nuovissimi X-Men miglioriamo sensibilmente, soprattutto grazie ai disegni del grande Mark Bagley. Qui credo che siano stati più che altro i gusti personali a fregarmi. Non vado matta per le serie affollate di personaggi come una spiaggia di Santa Marinella ad Agosto, poco importa se questi personaggi già si conoscono. Altre cose che mi sono rimaste sullo stomaco per tutto l'albo sono state la relazione tra la nuova Wolverine ed Angelo, seriamente troppo WTF, ed il Ciclope ragazzino. Davvero, non avete idea di quanto sia irritante e stereotipato: durante le sue parti è stata una profusione di alzate di occhi al soffitto, tic alla palpebra e "Quand'è che muori?". Vedo poco di obbiettivamente malvagio, ma non tocca le mie corde, proprio no.


L'ho visto di sfuggita in edicola e l'ho comprato. Non ho neanche finito di leggerlo per le due balle che mi stava facendo, perciò mi limito a dire questo e a non esprimere giudizi di altro genere. Carini i disegni, però.


Ho comprato Inumani solo perché a quanto pare, dopo il notevole ridimensionamento del mondo mutante, la Marvel ha intenzione di farli diventare la sua minoranza bistrattata di punta. Con un entusiasmo paragonabile a quello di qualcuno che entra in sala operatoria per farsi operare di appendicite, ho aperto quest'albo. Su, su, è andata molto meglio di quanto pensassi. Uncanny Inhumans è noiosetto forte, con disegni non sbagliati, solo brutti, e personaggi nuovi profondi quanto una pozzanghera. E poi, io dico, chi diamine se le inventa le coppie in casa Marvel? Medusa divorziata da Freccia Nera che  si mette con Johnny Storm!? Ma stiamo f*ttutamente scherzando!? L'unica cosa positiva che ci ho trovato è la storia, se riuscite a concentrarvi solo su quella. A compensare arriva I Nuovissimi Inumani (fantasia portami via), non tanto per i personaggi, dei giovani scassascatole di professione con tagli di capelli veramente g-g-giovani, complimenti cari sceneggiatori strapagati! Dicevo: ma per l'atmosfera che si respira all'indomani del passaggio delle nubi terrigene, gli umani che hanno paura degli Inumani però fanno tour per vedere i luoghi dov'è passata la nebbia, i capi di Stato divisi fra il viscidume e la volontà di trovare un accordo. A sollevare il tutto è intervenuto anche un nuovo, simpatico personaggio, Swain, alla quale hanno dato un grande spazio. Se fosse tutto come la seconda parte, sarebbe pollice verso, invece sospendo il giudizio.


Avevo più voglia di leggere Inumani che Iron Man, il che è tutto dire. La copertina, che conferma l'agghiacciante voce secondo la quale Mary Jane sarebbe passata dal nerd per eccellenza al prototipo del cascamorto baffuto, era il motivo principale. E cosa diamine è quel badge? Da quando MJ è qualificata per lavorare in una multinazionale di ricerca scientifica!? Inoltre, in qualche modo, Tony lo preferivo come un cinico alcolizzato che gigione forzato ogni tre per due (chi ha letto il numero sa che mi riferisco alla scena con il Dottor Strange. Santo. Iddio.). L'entrata in scena del Dottor Destino è stata traumatica e ancora adesso fatico a credere a ciò che ho letto. E la nostra rossa, che insieme alla valigia da New York s'è portata dietro anche la sfiga per qualunque attività commerciale apra. La prossima volta invece di una discoteca, prova ad aprire un negozio di merluzzo surgelato in Canada. Pare ci sia un buon mercato. E sembra proprio che la densità di supereroi registrata al di fuori degli Stati Uniti sia globalmente zero.
Boh, non sono bastati a consolarmi una nuova fichissima armatura:


e l'intelligenza artificiale Venerdì (che sfortunatamente non fa parte delle famiglia Addams), new entry che aiuta e sfotte Tony nella stessa misura, andandoci pure troppo leggera per come mi sentivo io leggendo l'albo.
Non ha neanche una serie comprimaria che mi possa incoraggiare a proseguire in questo abisso di sospiri esasperati da parte dei lettori che promette di diventare L'Invincibile Iron Man.



Che lo scudo di Capitan America fosse passato a Sam Wilson era già da tempo una realtà. Una realtà un po' ridicola, perché tutti si stanno ancora chiedendo come riesca a maneggiare quell'arnese con le ali da Falcon, ma ok.
Ad ogni modo, è stato piacevole staccare gli occhi dai precisi e dettagliati disegni degli altri albi per immergersi in un mondo più semplice e sagomato. Sam Wilson è un eroe fatto e finito ed indossa degnamente il costume bianco rosso blu; Misty Knight riesce in qualche modo ad essere la sua comprimaria perfetta. Il problema è qui invece tutto ciò che c'è di altro: uno scienziato pazzo che trasforma la gente in iguane giganti, o il fatto che si sia sentito il bisogno di ritirare fuori un ciclo di storie poratcho© come quello di Cap Lupo per enfatizzare ancora di più il concetto di novità della testata.
Dev'essere stato un problema di questo numero. Bah, si vedrà.
Per quel che riguarda le serie ospitata, Red Wolf non è nulla di speciale: il solito viaggiatore nel tempo, nel nostro caso un navajo sceriffo nel Far West. Penso che quello presentato fosse solo una sorta di prologo e le avventure vere e proprie si svolgeranno nella nostra epoca. Finora è troppo classico per catturarmi sul serio.


Vedrò di essere breve e concisa, sia perché qui c'è poco da dire, sia perché questo post sta diventando lungo più di un Rotolone Regina: immaginate Quicksilver, Deadpool, Rogue, la Torcia Umana e due tizi di nome Dr. Voodoo e Sinapsi. Bene, li avete immaginati. Ora immaginateli tutti insieme in una sola squadra, aggiungete un aroma di cattivo inutile e stereotipato e una spruzzata di Cable. Se l'immagine mentale evocata assomiglia ad un ricordino di cane lasciato ad un angolo della strada, complimenti, ci avete azzeccato! Come gli vengono in mente! Oh, come gli vengono in mente...
Eppure continuerò a comprarlo, dato che la serie comprimaria è quella della nuova Ms. Marvel. Amate la nuova Ms. Marvel.

Non ho trovato un solo segno della presenza di Daredevil, Spider-Man o La Potente Thor, forse le uniche tre pubblicazioni che mi interessavano sul serio. Probabilmente le ordinerò al servizio arretrati, insieme ai numeri uno di alcune testate. Mi rendo conto solo ora che, dopo aver comprato così tanti numeri due, dovrò lasciare un sacco di serie in sospeso perché non mi prendono e non posso buttare soldi, e la cosa mi irrita enormemente. Però sembra davvero che, a dispetto del fatto che hanno pompato questo rilancio come non so cosa, facendoci una capa tanta per queste serie fresh e moderne, l'abbiano poi buttato lì convinti che tutti l'avrebbero comprato come succede a qualsiasi mega evento Marvel. Dannati vampiri con l'alitosi!
Giuro, è la volta che passo alla DC!

*Infila i lanciaragnatele e volteggia sopra l'edicola come un avvoltoio*

venerdì 17 giugno 2016

Il fumetto che ha fatto venir giù l'Internet

Avete mai l'impressione che i fumetti di supereroi vengano scritti da persone a cui non piace il genere? Persone che buttano sulle pagine due tizi con la superforza più uno che sa volare e ritengono di aver confezionato gli eroi di una generazione? Pensate mai "Potrei scrivere di meglio io, perché da appassionato so cosa vorrei leggere"?
Bene. Icon1 e la Squadra Alpha è un fumetto di supereroi scritto e disegnato da e per qualcuno che aveva pensato le stesse cose. Un fumetto collettivo, dietro la cui sceneggiatura c'è sostanzialmente una sola persona, il Dottor Manhattan, ma disegnato in maniera collettiva, con ognuno che realizza una o due pagine, gratuitamente, solo per passione. O per farsi notare, oh.
La sottoscritta, essendo troppo giovane ed inesperta per cercare lavoro a livello professionale, appartiene alla prima categoria. Eggià: due giorni fa il Doc ha annunciato di cercare volontari che disegnino il prossimo numero di Icon1. E visto che mi gasava un casino l'idea di partecipare alla realizzazione di un vero fumetto, che voglio mettermi alla prova e che comunque è sempre un'esperienza, mi sono offerta. Sebbene la mia scarsa fiducia in me stessa cerchi in tutti i modi di farmi tirare indietro. O forse è il buon senso in effetti io dovrei andarmene tre settimane in Inghilterra, ma vabbé.

La copertina del primo numero

Anyway, i numeri precedenti di Icon1 e la Squadra Alpha li trovate qua, sul blog del Dottor Manhattan. E magari, una volta che sarà tutto pubblico, potrei scrivere un post con le fasi della lavorazione alle tavole e le foto di preparazioni, matite, chine. Mi sto sentendo troppo importante, capitemi.

*Infila i lanciaragnatele e comincia a spararsi le pose fighe dall'esaltazione*

lunedì 13 giugno 2016

Un tuffo nel cineMAH: Il buio in sala di Leo Ortolani


Premetto di non aver mai letto nulla di Leo Ortolani. Sono stata tentata più volte di comprare un albo di Rat-Man, venendo sempre fermata dal fatto che la storia era già bella che avviata da cento numeri, coi rischi correlati di non conoscere i personaggi, i nemici, di non cogliere i riferimenti o, peggio ancora, di capitare nel bel mezzo di una saga.
Aleggiava da un po', questo volumone. Un libro di un autore che mi incuriosisce? Totalmente slegato dalle sue opere precedenti? Che parla di cinema? Ma andiamo a farci un giro in fumetteria, va'!
Prima di leggere, bisogna accettare che la maggior parte delle recensioni da ridere vengono da film che non sono piaciuti. Quindi non rimaneteci male se nell'indice vedrete The Avengers e Star Wars VII. Insomma, almeno io, il libro l'ho comprato per ridere, non per conoscere il parere del papà di Rat-Man su questi film. E se ci ho riso, porca trota! Ero distesa sul letto dei miei con mia madre, che continuava a guardarmi molto perplessa per il modo indecente in cui mi sganasciavo. A un certo punto ho anche dovuto smettere un paio d'ore per metabolizzare il tutto.

Un assaggio della rece a parer mio migliore.
Fossi in voi non spererei di vederlo in giro ancora a lungo. Se vedete sullo scaffale della vostra libreria l'ultima copia, calpestate chiunque ci sia di fronte a voi. Anche le vecchiette. O sarete calpestati. Anche dalle vecchiette.
Sganciate 17 cocuzze e farete un bene alla vostra collezione di fumetti. O, se proprio siete tirchi, rinunciate alle rece inedite, alle prefazioni di DocManhattan, Giacomo Bevilacqua e Zerocalcare e vedete quello che riuscite a trovare sul blog di Leo.
...
...
Non mentite, state andando a spulciare il blog.
Tirchi.

*Infila i lanciaragnatele e si unisce alla folla inferocita dietro la cozza*

venerdì 10 giugno 2016

Tre Spider-Men a confronto

Sono passati quattordici anni dall'uscita nelle sale del primo blockbuster dell'Uomo Ragno (che da allora sarebbe stato Spider-Man). Tre versioni della storia, tre attori diversi per altrettanti Peter Parker/Spider-Man. Nonché quattro costumi. Ovviamente nessuno di questi adattamenti poteva accontentare tutti i fan: e ma quello c'ha la faccia troppo da scemo, e ma il costume è troppo diverso, e ma zia May è troppo bona.
Lasciando da parte zia May, andiamo con calma e ordine, eh?


Ah, la trilogia di Raimi. Quando tutti erano così contenti di averci un film di Spidey che non gli saltava in testa nemmeno la possibilità di lamentarsi. Un'utopia. Riguardo a me, io semplicemente ci sono cresciuta con queste pellicole. Le idolatravo. Sono state loro a farmi amare Spider-Man. Certo, non ho in programma di rivederle tanto presto, proprio perché anche dalla memoria emergono i numerosi punti deboli che avevano ed, essendo nel frattempo diventata fan del fumetto, rischio di cadere nel precisinismo e guastare il ricordo che ne ho.
Cose Amazing
 -Le origini. Il fumetto era stato scritto nel '62, comprimendo in undici pagine l'intero mito del ragno, per cui così com'è non si prestava molto ad una trasposizione; eppure è stato fatto precisamente in questo modo. Alla fine, però, il tutto è così fedele da essere commovente, almeno abbastanza da far saltellare un fan affezionato e spingerlo ad anticipare entusiasta ogni scena: "Ecco, guarda, ora lo morde il ragno!", "Occhio, che quello è il ladro che poi ammazza zio Ben!" e così via.
 -Le movenze. Ancora oggi è incredibile come questo Spider-Man si destreggi elegantemente con le ragnatele o atterri perfettamente in una qualunque delle centinaia di pose classiche. Un po' artificioso? Boh, a me piace un casino.
 -I primi due villain. Goblin era decisamente, come si suol dire, sopra le righe. Ma proprio questo è il personaggio: inquietante, schizofrenico ed estremamente caratteristico. E ammettiamo che il costume halloweenesco che sfoggia nei fumetti non avrebbe mai potuto funzionare in un live action. Per quanto riguarda Doc Ock, è impressionante la profondità che si riesce a dargli sia da uomo normale che da cattivo. Eccellente esempio di buoni cambiamenti apportati al materiale d'ispirazione.
Cose da "magari il prossimo"
 -Il costume. Ci sarebbero un mucchio di cose da dire a riguardo, ma a parer mio i veri punti deboli sono due: le ragnatele in rilievo (tra l'altro color argento. Ugh!), che tolgono realismo all'insieme, e i materiali perché, insomma, nella maggior parte delle scene sembra un'action-figure che si muove!
 -Mary Jane. Dov'è la MJ di "Ammettilo tigrotto, hai appena fatto centro"!? Questa qui è la tipica fidanzatina da fumetto supereroistico anni '60 che ha bisogno di essere salvata ogni due per tre!
 -Venom e anche l'Uomo Sabbia e Nuovo Goblin. Siamo d'accordo che Venom è un completo psicopatico. Ok. Però bisogna capire che mica diventa così perché Parker gli frega la ragazza e che il suo odio è diretto al solo Spider-Man. Ha una sua morale, tiene anche lui agli innocenti, tant'è che lo si vede salvare una bambina dall'annegamento. Un rapporto strano, malato e assolutamente unico lo lega al simbionte. Sminuire Venom riducendolo ad un sadico assassino quasi come Carnage, ma più capriccioso e volubile di un bambino di tre anni significa ridurre ad una macchietta l'autentica nemesi dell'Uomo Ragno!


Menzione a parte per Tobey Maguire. Non che non avesse l'aria da Peter Parker, solo... gli si è paralizzata la faccia nella stessa espressione per tre film!

Vabbè, lasciamo stare.



Il reboot g-g-giovane. Quando uscirono i primi poster, ero gasatissima. Il costume sembrava una figata pazzesca ed ero impaziente di vedere come avrebbero reso Lizard sullo schermo. Ah, e ovviamente era stato annunciato che si erano ispirati alla serie Ultimate. Hype over 9000.
Comprato in Blu-ray. Visto. Perplessitudine.
Cose Amazing
 -Il protagonista. Il principale motivo per il quale TASM mi lasciò all'epoca interdetta fu proprio Peter. Quel Peter Parker non sembrava Ultimate. Non sembrava classico. Non somigliava a nessuna versione del personaggio che conoscessi. Alla seconda visione, però, ci avevo già fatto il callo. Il quasi trentenne che non sembra tale col ciuffo ha finito per starmi simpatico, con i suoi balbettii e le evidenti difficoltà a relazionarsi agli altri, persino -santo cielo, ebbene sì!- con il suo skateboard.
 -Il secondo costume. Il costume Ultimate nella realtà. Non c'è altro da aggiungere.
 -I lanciaragnatele. Le ragnatele che uscivano dal polso, nei film di Raimi, facevano molto strano (e pure contrarie alla biologia, ma non scendiamo nei dettagli). Invece qui i congegni sono uno spettacolo. Voglio dire, nel primo film, quelli del secondo paiono un gadget di quart'ordine venduto in qualche dimenticata fiera del fumetto.
Cose da "magari il prossimo"
 -Il primo costume. Come dicevo, dalle prime foto che giravano su internet sembrava figo. Finché vedendo il film non si notano le lenti gialle, i guanti da giardiniere e il fatto che il blu originale sia stato sostituito dall'azzurro puffo.
 -I villain. Lizard era stata una delusione cocente. Quanto di più lontano dal personaggio si potesse scrivere: una brutta copia del Goblin di Willem Dafoe, con due personalità che dialogano tra loro. Una lucertola con la bocca da pesce e il naso di Voldemort. Barbara anche la scelta di escludere dal film Martha e Billy, indispensabili per delineare come si deve il dottor Connors. Per farla breve riguardo gli altri, Electro ha lo spessore di un foglio di carta velina e passa dal vivere per Spider-Man al volerlo uccidere in modo ridicolo, mettendoci circa tre secondi (traguardo ufficializzato dal Guinness World Record, pare); Goblin compare a caso e viene appiccicato alla pellicola con lo sputo solo per far morire Gwen; Rhino è diventato un Transformer.

Chissà cosa fa per le lasagne...




Bisogna dire che, dopo cinque film, le aspettative erano alte. La gente aveva pronti torce e forconi. Anch'io stavolta avevo cercato di non caricarmi troppo dopo il trailer in cui si era finalmente visto lo Spider-Man definitivo del MCU.
Ma è LO Spider-Man definitivo?
PORCA TROTA, Sì!
Insomma, guardatelo! Se in TASM2 il costume era la precisa trasposizione dell'Ultimate, qui ci troviamo di fronte un omaggio all'universo classico, più delle bande nere che danno un tocco militaresco in linea col tono del film, visto che di una guerra si tratta.
Cosa dire poi dell'uomo sotto la maschera? Un pavido Parker, un quindicenne che di super ha solo il livello di nerdosità che, infilato il costume, diventa un'agilissimo tessiragnatele, un'esaltato giovane supereroe, un generatore di battutine senza pulsante di stop. Lacrime.

Ditemi se non vedete in quei movimenti degli occhi l'opera di un sacco di disegnatori della prima era del ragnetto: Ditko, Romita Sr., Mooney. Lacrime (2).

Si conclude questo post chilometrico che non intendeva certo essere una recensione dei film (c'è tempo, c'è tempo...). Ho cercato di essere sintetica ed esauriente allo stesso tempo ma, soprattutto, ho espresso solo opinioni personali. Capiamoci, eh.

Salpa così la grande nave piena di speranze e passioni che questo blog... oh, 'sticavoli!
*Infila i lanciaragnatele e con un balzo esce dalla finestra.*